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2004

Il triciclo in copertina non è a caso. Dopo l’esordio della scorsa edizione, “Corto per scelta” cresce e inizia a muovere i primi passi. Quest’anno, ai due concorsi di CortoMarche e CortoItalia, si aggiungono varie sezioni collaterali che ci aiuteranno a conoscere il genere del cortometraggio nei suoi più differenti aspetti.

manifesto 2004Iniziamo citando il documentario di uno dei padri del cinema italiano: Ippodromi all’alba di Alessandro Blasetti, realizzato nel 1950, restaurato nel 2002 e proiettato finora soltanto alla Mostra di Venezia. Un ritratto dell’affascinante pianeta delle corse dei cavalli negli ippodromi romani, struggente fotografia di una società nella quale un quadrupede poteva essere più famoso e amato di un calciatore. Blasetti filma un microcosmo senza tempo, centrando quanto di arcano e di epico è contenuto nel mondo dell’ippica.

Abbiamo deciso di tentare una piccola incursione all’estero, ospitando alcuni pregevolissimi corti stranieri come Bunarman del croato Branko Istvancic, ritratto di uno degli ultimi costruttori di pozzi che lavora senza l’aiuto di macchine; Comme un seul homme del francese Jean-Louis Gonnet, stupenda testimonianza fisica della muta e intensa preparazione di una squadra di rugby prima di entrare in campo; Oïo del canadese Simon Goulet, piccolo bizzarro capolavoro di animazione, al quale il regista ha lavorato per ben undici anni; e I pianeti girano pure del giovane spagnolo Jaime Palomo Cousido, lirica riflessione sulla passione/paura per le biciclette. In questa sezione abbiamo privilegiato quelle opere che fossero comprensibili al di là della lingua impiegata, che abbinano cioè immagini concrete ed espressive ad un uso parsimonioso della parola (pregio che non sempre si riscontra nei corti italiani).

L’Evento Speciale è dedicato a Nulla si sa, tutto s’immagina della tedesca Susan Gluth, un poetico e straniante documentario dedicato a Federico Fellini, dove però il regista e i suoi film non appaiono mai. Un viaggio in Italia alla ricerca di umori e suggestioni, di personaggi che non sono mai stati ospitati nell’opera del Maestro, ma che da essa sembrano scaturire.

Tale breve sguardo internazionale si bilancia con un’attenzione nel valorizzare gli autori della nostra regione: è il caso della ricca retrospettiva dedicata al marchigiano Simone Massi, grande talento del cinema di animazione e vincitore di svariati festival in Italia e all’estero. L’opera di Massi segue una stilistica nutrita di intensità e purismo, che unisce suggestioni letterarie, storiche, o anche esplicitamente politiche, ad una forte vena di autobiografismo quasi onirico.

In anteprima nazionale mostreremo due reportage di Claudio Speranza, celebre inviato di guerra della RAI e originario del Piceno, che per il secondo anno “Corto per scelta” avrà l’onore di avere come Presidente di Giuria. Broken Smile è dedicato ai bambini di tutto il mondo che soffrono la fame, Pietre e sangue è un’agghiacciante cronaca dell’Intifada palestinese.

Presenteremo inoltre due progetti (ancora in fase di lavorazione) del documentarista Marco Leopardi: Uomini del mare, un intenso ritratto dei pescatori e della marineria sambenedettese; Il maratoneta, la toccante vicenda di Luca Coscioni, affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica, e della sua battaglia per l’abrogazione della legge italiana che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali (impedendo di fatto qualsiasi possibilità di cura alla sua malattia).

Non mancheremo di riproporre i vincitori della scorsa edizione, tra i quali lo scioccante e bellissimo I graffiti della mente di Erika e Pier Nello Manoni, documentario sull’incredibile opera d’arte compiuta nell’arco di una vita da un internato dell’Ospedale psichiatrico di Volterra.

A tutto ciò si aggiunge una ricca antologia di corti fuori concorso e una serie di proiezioni a sorpresa tratte dalla produzione cinematografica della nostra provincia. Amiamo molto l’eterogeneità di questo festival che si sposta di città in città, sperimentando ogni giorno nuove piazze e nuovi pubblici, ma che allo stesso tempo si muove di genere in genere, esplorando i più difformi e spesso contraddittori connotati di questa forma di cinema che chiamiamo cortometraggio: dalla finzione pura al reportage giornalistico, dal documentario storico al saggio etnografico, dall’animazione alla videoarte, dai ritratti d’artista al saggio politico.

Organizzare un festival e proporre i film passati poche settimane prima nei cinema, ricchi di divi celeberrimi, pubblicizzati per mesi su televisioni e giornali, è la cosa più facile del mondo. Un pochino più complesso è un festival che propone immagini inconsuete, ignote alla maggioranza degli spettatori, circolate soltanto nei circuiti specializzati e forse a tarda ora su qualche canale volenteroso. E spesso è proprio in queste opere misconosciute, lontane dal mercato e da ogni speranza di promozione economica, che si nasconde la vera arte cinematografica, la ricerca più sincera nello sperimentare il nuovo, nell’azzardare linguaggi inconsueti e soluzioni stilistiche inedite. La sfida al centro di ogni operazione culturale dovrebbe essere appunto questa: non rivedere il già visto (e quindi andare sul sicuro), ma mostrare ciò che non si vede. Ciò che forse non sarebbe mai stato mostrato. “Corto per scelta” segue questa strada.

Non mi resta a questo punto che augurare buone visioni e buoni corti a tutti. E di auspicare per l’Associazione “Arancia Meccanica” di Massignano, organizzatrice di questa rassegna, la forza di superare le difficoltà economiche che inevitabilmente turbano iniziative come questa. Cerchiamo di andare avanti, seppure a bordo di un triciclo.

Dante Albanesi – Direttore Artistico “Corto per scelta”