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2005

Gli esordi di Franco Piavoli, la video-danza della Heure d’Été, l’animazione dell’Istituto d’Arte di Urbino, i corti della BêkaFilms, “La strana notte di Herman Franz” in copia restaurata, “Motoboy” di Meneghetti-Pandimiglio, “Il Maratoneta” dedicato a Luca Coscioni…

manifesto 2005Il coniglietto in copertina viene dall’Olanda. E precisamente da uno dei più sorprendenti corti di questa stagione. Il titolo è un palindromo, una parola pronunciata al contrario: .nijnoK, la cui traduzione letterale sarebbe .oilginoC. In .nijnoK, la regista Leo Wentink descrive il lavoro di un gigantesco centro di allevamento intensivo di conigli. Sembrerebbe l’ennesimo barbosissimo video industriale; ma già dalle prime sequenze si intuisce qualcosa di strano. Gli inservienti non spingono i carrelli delle gabbie, ma sono i carrelli ad “inseguirli”; i coniglietti sembrano sollevarsi dalle tane e “balzare” nelle mani degli uomini… Presto comprendiamo che tutte le immagini sono montate al contrario: l’esistenza dei conigli inizia dalla fine, dalla loro partenza sui camion verso il loro destino, e poi risale indietro fino alla loro (de)crescita e alla loro nascita. Nei suoi dodici minuti di sospesa astrazione, .nijnoK è la prova concreta di come spesso la magia del cinema possa scaturire dal nulla, di come un semplice “gesto” stilistico possa farci vedere la realtà in modo nuovo, trasformare un pugno di immagini inerti in cinema puro.

Splendido ibrido tra documentario e sperimentazione, .nijnoK è il manifesto ideale di questo CortoperScelta 2005, festival che esplora la galassia del cortometraggio in tutti i suoi sistemi, pianeti e stelle fisse.

Una di queste stelle è Franco Piavoli, figlio di un’epoca nella quale il corto documentario rappresentava una delle forme più pure di cinema. Di questo maestro della regia tra i più solitari e appartati del nostro tempo, saranno proposte tre rare opere realizzate negli anni ’60, agli esordi della carriera: Domenica sera, Emigranti ed Evasi. Delicati affreschi di grande cinema condensati in una decina minuti, dove amori e lacrime di un’epoca perduta sono colti senza bisogno di una sola parola, ma con la genuina forza di immagini e suoni.

Da anni, la casa di produzione francese Heure d’Été va esplorando le infinite strade in cui può essere catturata l’immagine del corpo umano in movimento. Una ricerca profonda, in perenne stato di eccitazione e priva di censure linguistiche, che distrugge ogni barriera teatrale per convertire l’angusto genere della video-danza in un terreno di sperimentazione pura, una deflagrazione di ritmi e colori. I titoli proposti saranno: Chrysalis di Olivier Megaton, Piano di rotta di Jocelyn Cammack, If not, why not? di Daniel Wiroth, Black Spring di Benoit Dervaux.

BêkaFilms: inquietanti, burleschi, sperimentali, sempre spiazzanti. Sono i lavori realizzati da un gruppo di giovani registi capitanati da Ila Bêka, l’acclamato autore (italiano, nonostante il nome d’arte) di corti pluripremiati in tutto il mondo come In Utero e I Have Seen My Mother. Un cinema diverso e trasversale, che fonde un’alta sapienza narrativa a frammenti di realtà non addomesticata, secondo le più classiche strategie del situazionismo.

Dal corto al lungo, o il cinema che cresce. Due corti proposti con successo nell’edizione 2004 si sono ora “trasformati” in due documentari di un’ora, i quali, nelle loro differenze di stile e soggetto, propongono una lettura sconsolatamente amara della società odierna. Il primo è Il Maratoneta di Marco Leopardi, grido d’allarme in favore della libera ricerca scientifica e contro tutti i poteri che tentano a vario titolo di soffocarla, confondendo astratti principi dogmatici a concrete necessità umanitarie. Il secondo è Motoboy di Cèsar Meneghetti ed Elisabetta Pandimiglio, sulla perigliosa esistenza dei motociclisti che operano consegne a domicilio a San Paolo del Brasile: un lavoro che prolifica sulle differenze economiche e sul bisogno della società di continuare a girare senza sosta, e se necessario anche a vuoto.

L’Istituto Statale d’Arte “Scuola del Libro” di Urbino è una delle pochissime realtà cinematografiche marchigiane delle quali si può andar fieri in campo nazionale, e non solo. Per festeggiare il mezzo secolo della sezione di Disegno Animato (nata con l’anno scolastico 1953-54), proponiamo una ricca antologia dei suoi più recenti lavori, assolutamente amabili per vivacità ed inventiva. Racconti minimi che scaturiscono da tempi di esecuzione lunghi e faticosi, esempi di una varietà di stili, generi e linguaggi che non si adagiano mai sullo stereotipo del cartone televisivo.

Autentico cult dell’horror all’italiana, La strana notte di Herman Franz è il commovente reperto di un’epoca in cui il cinema poteva ancora essere un’avventura, un rischio amatoriale. Come quello che il marchigiano Theo Campanelli tentò nel 1973 ad Ascoli Piceno, in trentotto minuti che mescolavano in modo audace i temi della reincarnazione, della predestinazione, del dejà-vu…

Concludiamo ricordando le consuete sezioni di CortoItalia e CortoMarche, alle quali quest’anno si aggiunge CortoScuola, speciale finestra dedicata agli audiovisivi realizzati dagli Istituti Elementari, Medi e Superiori d’Italia.

Tanti nomi, insomma, per questo CortoperScelta 2005 (vedi calendario allegato). Un festival generoso di spunti, che si muove in varie direzioni, tentando di coniugare passato e presente, secondo un’eterogeneità di percorsi curiosi e originali. Liberi e bizzarri.

Dante Albanesi (Direttore Artistico CortoperScelta)