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La Poesia Bianca di Simone Massi

di , scritto il 7 Apr 2010 - inserito nella categoria: in evidenza

Poesia Bianca. Il Cinema di Simone Massi

CortoperScelta presenta il grande autore di animazione marchigiano
e il nuovo libro dedicato alla sua opera

22 Aprile, ore 17.30 – San Benedetto del Tronto,
Biblioteca multimediale Giuseppe Lesca

Il festival del cinema breve CortoperScelta apre i suoi eventi 2010 con un importante appuntamento nell’ambito della “XII Settimana della cultura” (16-25 aprile 2010) indetta e promossa dal MiBAC. Giovedì 22 Aprile alle 17.30 presso la Biblioteca multimediale “Giuseppe Lesca” di San Benedetto del Tronto sarà presentato il libro Poesia Bianca: il cinema di Simone Massi di Roberto Della Torre, edizione Quaderni Fondazione Cineteca Italiana (2009). Interverranno Simone Massi (regista d’animazione) Roberto della Torre (curatore del libro), Dante Albanesi (direttore artistico CortoperScelta), Enrico De Angelis (presidente Associazione Arancia Meccanica). L’evento sarà introdotto al pubblico da Giuseppe De Angelis (organizzatore CortoperScelta). Al termine della presentazione, presso l’aula multimediale della biblioteca, saranno proiettati alcuni dei suoi migliori film. Per questo importante incontro, il festival CortoperScelta si avvale per la prima volta del prezioso contributo organizzativo della Biblioteca Lesca, presentando nella sua moderna struttura uno dei più importanti autori italiani di cortometraggi. L’incontro con Simone Massi non sarà un evento come tanti nella “Settimana della cultura”: sarà invece un momento di riflessione sul patrimonio paesaggistico, culturale e letterario delle Marche. Un saggio sull’arte e sul paesaggio. Massi ha infatti portato in giro per il mondo l’immaginario marchigiano, la sua vita contadina, le sue colline, le tradizioni, ponendo alla base dei tanti riconoscimenti e premi ricevuti il suo inscindibile legame con le radici, la terra e l’insegnamento dei suoi avi.

Simone Massi vive a Pergola, piccola cittadina dell’entroterra in provincia di Pesaro-Urbino, insieme alla moglie Julia Gromskaya. Regista, poeta, illustratore, artigiano, tanti gli aggettivi che lo definiscono, ma certo è che siamo di fronte a uno straordinario talento visivo. Nato nel 1970 da famiglia operaia, incontrerà il mondo dell’animazione molto tardi. Dopo una lunga esperienza in fabbrica, dal 1993 intraprende gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte di Urbino, concludendo il corso di perfezionamento in disegno animato. Dopo un primo periodo presso gli studi Bozzetto, sentendosi stretto nei panni di artista su commissione, decide di intraprendere questo lavoro da solo, libero da vincoli, libero di creare. Massi è oggi uno degli ultimi pionieri dell’animazione “a passo uno”: migliaia di disegni per altrettanti fotogrammi, in una costante refrattarietà verso le tecnologie digitali. Negli anni sperimenta diverse tecniche, realizzando film tanto brevi quanto intensi. Ama tutti i suoi corti, uno per uno, ognuno con la propria storia: “Un’ora di animazione per me è fatta di quattordici piccoli film (che però sono diciotto), quindici anni di lavoro e trentamila disegni”. La sua filmografia comprende: Immemoria (1995), In aprile (1995), Millennio (1995), Racconti (1996), Niente (1996), Keep on! Keepin’ on! (1997), Adombra (1999), Il giorno che vidi i sorci verdi (2001), Pittore, aereo (2001), Tengo la posizione (2001), Piccola mare (2003), Io so chi sono (2004), La memoria dei cani (2006), Nuvole, mani (2009). Quattordici storie minime che raccontano la sua vita, quella dei nonni e dei genitori, dei braccianti e la loro fatica, la resistenza partigiana e la loro lotta, i sogni e i suoi colori, il mare e la sua evocazione, le nuvole e le mani nel segno del tangibile e dell’intangibile. Si definisce artigiano, rifiuta le categorie rigide, ma il suo cinema è ricco di spunti d’autore. Ripropone lo stile del cinema muto, l’espressionismo di Dreyer, la fotografia di Ejzenštejn e Vertov, l’occhio visionario di Buñuel. Evidenti anche le influenze pittoriche: dalla profondità prospettica di Paolo Uccello al surrealismo di Magritte e De Chirico, passando per lo stile di Piero della Francesca. Suggestioni e rimandi che sono apprezzati dai festival di tutto il mondo e gli sono valsi centinaia di premi.

Tutto ciò è raccontato in Poesia bianca. Ogni film viene analizzato nella tecnica, nella narrazione e nei contenuti antropologici. Stimolato da Roberto della Torre, Massi racconta tutto se stesso, l’amore per la terra e la sua famiglia, il rispetto della vita, i momenti di crisi, la sua semplicità verso il mondo che lo circonda; e poi la fabbrica, la scuola, le esperienze in solitario e il primo lavoro per una produzione. A completare questo ritratto, una poesia-omaggio di Marco Paolini (voce narrante in Piccola Mare), l’intervista alla moglie Julia che presenta il suo sorprendente corto d’esordio L’anima Mavì, gli interventi di Stefano Franceschetti e Cristiano Carloni dell’Istituto statale d’arte di Urbino, e un imperdibile Dvd contenente l’opera completa di Massi. La Cineteca Italiana ha realizzato uno splendido restauro, dotando alcuni corti di nuove colonne sonore e permettendo a Massi il rifacimento di alcuni disegni e (come nel caso di Adombra) importanti modifiche al montaggio originale. Poesia bianca rappresenta l’artista che si guarda indietro e medita sulla sua opera, sul suo passato. Il libro diventa così molto più di un semplice prodotto editoriale, ma un nuovo grande film che riassume tutti i precedenti.

La pubblicazione arriva dopo Nuvole, mani, il suo corto più difficile in un momento difficile, dove per la prima volta non entra nella profondità dell’opera proiettandosi in un piano sequenza vertiginoso e in continua evoluzione. Stavolta dall’opera esce; le immagini hanno il ritmo della meditazione, non dell’iperbole, osserva così il suo presente e il suo passato, con un sospiro verso l’azzurro. “È un film pensato per educare al tempo e al cielo, per dare agli uomini un po’ di speranza”.

Giuseppe De Angelis
CortoperScelta 2010